E' autunno: cadono i blog.
Nel poco tempo che dedico a internet in questi giorni, sto notando che non pochi blog hanno assunto pose alquanto statiche: chi scompare, chi rallenta, chi va in ferie, chi ha dubbi blog-esistenziali.
Forse è la stagione, forse sono tutti più indaffarati, più in corsa, più concreti e meno sognatori.
Meno virtuali.
O forse è solo una coincidenza, di quei quattro o cinque link su cui ho puntato il mouse.
Sta di fatto che questo strano morbo pare avermi contagiata.
Quella voglia di dire “Ascolta, per un po’ smettiamo di vederci. Per un po’ restiamo solo amici”.
Ecco, è quello che vorrei dire al mio blog. Che per un po’ dovrò scalarlo nella lista dei miei pensieri, che adesso ai primi posti ci sono altre cose, e io non è che lo lascio qui a cuor leggero, anzi forse mi fa pure un po’ male.
E certo non lo cancello, perché di sicuro a gennaio sarò qui a chiedergli scusa, a voler ricominciare, a fargli la corte come ai vecchi tempi.
Però adesso va così, e chi sono io per incazzarmi.
E se poi ha ragione Succo, che da domani perdo tutti voi lettori, mi spiacerà sicuro, ma così van le cose.
E se invece vi andrà ancora di masticar con gli occhi, allora sapete già dove trovarmi, ché mi conosco, e di scrivere non riesco mai a smettere.
A bientôt.