Colpo di fulmine. (scritto da Chinaski77)
È stato un colpo di fulmine, questo è sicuro.
Io e Chewingum camminiamo lungo una corsia di un ipermercato, e a un certo punto lei si blocca, io mi blocco. Quei suoi occhi color grigio-verde-azzurro-acqua si bagnano di emozione, e la bocca si apre impercettibilmente.
Io mi guardo attorno spaventato, cercando il motivo di tale sgomento.
E lo vedo, il motivo.
Rudolph.
Una renna di peluche natalizia, in tutta la sua bruttezza.
Grassa, infeltrita, impagliata in una posa plastica assolutamente ridicola.
Costa otto euro, ed è chiaro a tutto il mondo che si tratta di un furto vergognoso.
Ma non a Chewingum, evidentemente.
Si fionda intenerita tendendo le braccia, prende Rudolph e lo mostra:
Chew: guardalo! Non è la cosa più bella che tu abbia mai visto?
Chinaski: no.
Chew: ma senti quanto è paffuta!
Chinaski: è una renna cicciona.
“Renna cicciona”, per un qualche motivo psicologicamente oscuro, fa saltare l’ultima resistenza.
Chew: la voglio.
Io cerco disperatamente di convincerla che quella stupida, piccola, renna sintetica, probabilmente è anche tossica. Chewingum non mi ascolta, e nel frattempo le preme un bollino rosso sulla pancia.
Parte una versione isterica di Jingle bells, irritante come una zanzara notturna.
Chew: una volta comprata, potremmo aprirla e togliere la suoneria.
Pur gongolando all’idea di sventrare l’animale posticcio, rimango perentorio, e costringo Chewingum a posare la renna.
Durante il ritorno, in macchina, Chewingum sembra avvilita. Andiamo a cena e non beve, non mangia.
Per tutto il tempo, non proferisce parola, tranne “renna”. E “cicciona”.
Impietosito, decido di proporle un patto.
Se dopo una settimana vorrà ancora la sua renna cicciona, allora torneremo a comprarla.
Da lì, parte il conto alla rovescia.
Non passa giorno senza che Chewingum mi ricordi almeno una volta la mia promessa.
Almeno una volta, per dire una ventina.
Sabato mi compri la renna? Sabato mi compri la renna? Sabato i compri la renna? Sabato mi…
Sabato torniamo al supermercato, e le compro la dannata renna.
Ora, non so quanto tempo abbia. Un paio di settimane, forse. Se ne sta sempre sul comodino in bella mostra, o sul tavolo, o sul frigorifero.
Ogni volta che Chewingum la vede, corre a coccolarla.
E le parla.
Fanno lunghi monologhi infarciti di lallazioni.
Ogni tanto, la renna suona.
Ecco, cara Chewingum. Ti ho scritto queste righe perché ritengo sia arrivato il momento di dirti una cosa.
Qualche giorno fa, stavo fumando una sigaretta. Avevo il posacenere lì accanto, vicino a Rudolph.
Voglio dire…
E’ stato un incidente.
Posando la sigaretta, ho sfiorato la renna con la brace.
Tu non hai idea di quanto bruci in fretta, un renna sintetica.
Così, approfittando della tua assenza, mi sono fatto quei 75 chilometri buoni, e sono andato a comprartene un’altra, identica.
Capirai la mia soddisfazione, vedendo che non ti sei accorta della differenza.
