Mangia come parli e morirai di fame.
Io non li ho mai capiti, quelli che passano una vita a fare gli assistenti universitari.
Sì, va bene, adesso qualcuno di voi mi sbrodolerà addosso una lunga lista di nobili motivi: la lunga tradizione dell’ambiente accademico, l’indefesso impegno per il progresso della cultura, i tagliacarte, i buoni pasto per la cotoletta della mensa.
Balle.
Guardiamo in faccia la realtà: l’unico motivo che li spinge ad ammuffire sui libri di un altro e a sbattersi per anni senza avere ricompense, ha due unici, subdoli scopi:
- lo stipendio del loro capo;
- la morte del loro capo.
Basta guardarli, gli assistenti.
Pallidi, gobbi, sciupati. Labbra sottili, capelli arruffati e occhi rossi scavati di nero.
L’ultimo stadio fra l’uomo e Gollum.
Ma poi per alcuni di loro – gli Eletti – arriva il giorno.
Il giorno più bello per un assistente non è quando si sposa o quando scopre che è benigno. E’ quando un uomo vestito da ermellino lo trasforma da Dott. in Prof.
Da quel giorno, gli assistenti iniziano la loro rapida evoluzione. Da larve a figli di puttana.
Aumentano pancia e ego di almeno due taglie, si procurano una segretaria e si iscrivono a un corso serale di comunicazione incomprensibile.
Scrivono libri.
Non che siano in grado di farlo, o che abbiano realmente qualcosa da dire.
Ma possiedono il segreto per venderne migliaia di copie: costringere gli studenti a comprarli.
E’ l’unico motivo per cui oggi sto bestemmiando contro il prof. GS, leggendo frasi che sembrano uscite da uno Scarabeo per dislessici malati di Alzheimer.
E non venite a dirmi che
“le fondamenta dell’inveramento della politica oligarchica per i vertici di coorti manageriali adusi a situazioni di monopsonio s’inverano all’interno di realtà fortemente avvoltolate nell’ambiente capitalistico-borghese”
è una frase che nutre speranza di veicolare un senso.
Questa non è nemmeno una frase. E’ un’arma biochimica.
Chissà, forse la Mondadori stipula clausole segrete con GS prima di pubblicargli un manuale.
“Ok, professore. Stessi accordi di sempre: 50 centesimi a parola, con un bonus di 2 euro per ogni frase incomprensibile e uno di 5 euro per ogni parola composta che superi le venti lettere. Fa da solo o vuole leccare una rana?”
Le conseguenze? Voti da zero a diciotto, aumento della percentuale dei suicidi fra gli studenti, incremento dei push up e delle gonne a fica alta fra le studentesse, fuoricorso che giocano a tris sulla macchina del professore.
Ma io non mi lascio scoraggiare. Ho un piano infallibile: mettere a suo agio il prof. GS, comunicando nel suo linguaggio.
Il mio esame andrà più o meno in questo modo:
prof: quali furono le cause dell’impennata inflazionistico-disoccupazionale nell’economia depressocritica degli ani trenta?
chew: quarantasette.
prof: ah, bene. E mi dica: come si invera l’avvoltolamento del piano Marshall nelle autarchie aristovalorialborghesi di fine secolo?
chew: salamandra al sugo di scampi.
Perché studiare quando è sufficiente essere stupidi?