Il buco con la merda intorno.
A un certo punto il sole era talmente chiaro che poteva essere luna.
Ogni tanto mi guardo dentro e vedo solo un contenitore vuoto.
Vuoto. Delle canzoni che non so comporre, dei quadri che non so dipingere, delle risate che non so ridere, vuoto delle parole che non so, e che non voglio.
Certe persone, invece, non sono affatto così.
Certe persone sono talmente piene che paiono scoppiare.
Hanno discorsi e storie e posti e ricordi e ma-lo-sai-che-ti-sta-proprio-bene-questo-colore-di-capelli-con-i-tuoi-occhi-poi-è-una-meraviglia.
Però poi gli stimoli che trangugiano, invece di digerirli li vomitano addosso agli altri.
Vivono a bocca piena. Sono ingordi, voraci. Ma bulimici.
E’ così. Ingoiano mondo e sputano storpie sentenze.
Mangiano Dalì e vomitano “quello degli orologi molli”.
Mangiano Praga e vomitano tetti verdi e il ponte Carlo.
Mangiano romanzi e vomitano manuali.
Mangiano Van Gogh e vomitano “quel frocio pazzo che ha dipinto i girasoli e si è tagliato un orecchio”.
Mangiano Bukowski e vomitano “quello lì, che scriveva, beveva e per il resto non faceva un cazzo”.
Uhm.
Effettivamente.
Certo, ogni tanto anche tu ti fingi come loro. Contenitore pieno.
Il mondo in edizione Harmony.
Perché in fondo preferisci l’ipocrisia ai punti interrogativi.
Come dice quel geniale bastardo di scrittore: se non hai una bella storia da raccontare, sei fottuto.
E allora tu ne inventi.
E tu ne inventi di meravigliose.
Il gioco è semplice: nascondi le cose interessanti e allestisci in vetrina quelle finte e belle da vedere.
Le mele buone le mangiano i contadini. I supermercati preferiscono quelle lucide e colorate.
Niente muscoli, niente occhi, niente ossa. Solo epidermide.
Pelle liscia e abbronzata.
Ché fuori prendi il sole, e dentro lo spegni.
Pulisci la camera e sporchi l’anima.
Lo sai, no? Qualunque delizia tu possa mangiare, è sempre merda che farai uscire.
Il mondo, tutto sommato, non è affatto male. E’ dentro di noi che si rovina.
Mentre il sole ti raffredda, mangi proto-merda e vedi intorno solo gente tracimante.
E ti domandi: è solo aria?
Chissà. Forse un giorno ti sentirai pieno.
O forse un giorno si sgonfieranno tutti, al suono di un grosso peto.